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Teatro Sannazaro

Posizione:Via Chiaia, 157, 80121 Napoli

Teatro Sannazaro

Via Chiaia, 157, 80121 Napoli

Upcoming events

  • 09/02/2023 20:30 - 09/02/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 9 febbraio 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30 

    GRAZIA RAIMONDI, violino

    LUIGI PIOVANO, violoncello

    Georg Philipp Telemann - Fantasia n. 9 in si minore per violino solo; Alfred Schnittke - Madrigal in memoriam Oleg Kagan per violino solo; Johann Sebastian Bach - Suite per violoncello solo n. 1 in sol maggiore BWV 1007; Arcangelo Corelli - Sonata a violino e violone in re minore op. 5 n. 12 La Follia; Zoltán Kodály - Duo per violino e violoncello op. 7


    Grazia Raimondi

    Diplomata in violino con il massimo dei voti e la lode a Bologna con G. Adamo. Si perfeziona con S. Accardo, C. Romano e M. Raskin. Vincitrice della borsa di studio “J.W. Fulbright” consegue l’Artist Diploma con F. Gulli e R. Dubinsky presso l’Indiana University in USA. Vincitrice del 1° premio all’ “UC Music Awards Hong Kong”, al Sibelius Competition (Indiana USA), alla Rassegna Nazionale di Vittorio Veneto, ha tenuto concerti in prestigiosi teatri e Festival tra i quali: Carnegie Hall di New York, “Newport Music Festival” in USA, Teatro alla Scala di Milano, Concertgebouw di Amsterdam, Proms di Londra, Grossen Musikvereinsaal di Vienna, Philharmonie di Monaco, Teatro Colon di Buenos Aires. Ha suonato con importanti musicisti come Pappano, Sitkovetsky, Sollima, Piovano.

    È stata primo violino della Tokyo Philharmonic Chamber Orchestra, della Hyogo Pac Orchestra (Osaka) e primo violino solista della Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, dei Musici Aurei, dell’Orchestra di Padova e del Veneto, della Camerata Strumentale di Prato e dell’Ensemble Prometeo. Ha tenuto masterclass in Giappone, in Thailandia e in Spagna, è stata invitata presso la Southern Louisiana University e la Louisiana State University (USA) per masterclass e concerti. Ha collaborato con “I Solisti Veneti”, “I Virtuosi di Roma” e la “New European Strings Orchestra”. Ha inciso svariati CD tra cui le Stagioni di Vivaldi. È docente di violino presso l’ISSM di Ravenna. Suona un violino Giuseppe Gagliano del 1783.


     

     

     

     

     

     

     

    Luigi Piovano

    Si è diplomato in violoncello e musica da camera sotto la guida di Radu Aldulescu.

    Per anni è stato primo violoncello del gruppo Concerto Italiano, diretto da Rinaldo Alessandrini. Nel 1999 è stato scelto da Maurizio Pollini per partecipare al “Progetto Pollini” al Festival di Salisburgo, alla Carnegie Hall, a Tokyo e a Roma.

    Ha tenuto concerti da camera con artisti del calibro di Sawallisch, Chung, Lonquich, Lucchesini, Sitkovetsky, Kavakos, le sorelle Labeque. Dal 2005 suona regolarmente in duo con Antonio Pappano.

    Ha suonato come solista con orchestre come Tokyo Philharmonic, New Japan Philharmonic, Accademia di Santa Cecilia, Seoul Philharmonic, Orchestre Symphonique de Montréal, sotto la direzione di direttori come Chung, Menuhin, Nagano, Pappano, Pletnev.

    È del 2020 il CD con le Sonate di Brahms in duo con Antonio Pappano.

    Da oltre vent’anni è primo violoncello solista dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia.

    Suona un violoncello Francesco Ruggeri detto “il Per” (Cremona, 1692) messo gentilmente a disposizione da Francesco Micheli.

    Come direttore ha collaborato con solisti come Avital, Bacalov, Bollani, Brunello, De Maria, Lupo, Mingardo, Sitkovetsky e ha registrato per Naxos, Eloquentia e Arcana.

    Dal 2012 al 2022 è stato direttore musicale dell’Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto. Dal 2013 è alla testa degli Archi di Santa Cecilia con i quali ha pubblicato sei CD.

    Fra i debutti nel corso del 2022, quelli sul podio dell’Orchestra del Mozarteum di Salisburgo e dell’Orchestra Verdi di Milano e Tosca a Catania.

  • 16/02/2023 20:30 - 16/02/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 16 febbraio 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30

    TRIO JEAN PAUL

    Integrale dei Trii di Robert Schumann, Felix Mendelssohn e Johannes Brahms (I concerto)

    Robert Schumann - Trio in fa maggiore op.80; Johannes Brahms - Trio in do minore op. 101; Felix Mendelssohn - Trio in do minore op. 66


    TRIO JEAN PAUL

    Ulf Schneider, violino

    Martin Löhr, violoncello

    Eckart Heiligers, pianoforte

      “Le interpretazioni del Trio Jean Paul possiedono il segno di un’intelligenza che trasmette la gioia del suono e ricche di una curiosità passionale: drammaticamente sorprendenti ma sempre di una chiarezza delicata, solisticamente proposte ma pervase da un senso poetico del dialogo strumentale”. Questo scriveva il Tagesspiegel di Berlino a proposito di un concerto del Trio Jean Paul alla Filarmonia berlinese, tanto da essere il credo artistico di questo ensemble, fondato nel 1991, divenuto nel frattempo una delle formazioni da camera oggi più ricche di personalità. La scelta del nome esprime solamente una loro affinità particolare con la musica di Robert Schumann ma anche la scelta  artistica preminente, quella  di fare degli elementi linguistici ed espressivi del testo musicale il punto di partenza delle loro interpretazioni. Questo approccio determina non solo un nuovo modo di lettura delle opere classiche che si rifanno ai principi della musica barocca, ma  attraversa anche l’idea romantica della “musica poetica” , fino alla musica del nostro tempo. Molti celebri composi contemporanei hanno infatti accettato questa loro scelta interpretativa e hanno loro edicato vari trii: Brett Dean, Gordon Kerry, Martin Christoph, Michael Denhoff.

    Lo sviluppo artistico del Trio è stato segnato dalla loro intensa collaborazione con Hatto Beyerle del quartetto Alban Berg, e da altre sollecitazioni significative ricevute da Nikolaus Harnoncourt e Sir Roger Norrington. Dopo i primi premi ricevuti ai Concorsi Internazionali di Osaka (1993), Melbourne ( 1995) e al German Music Competition- riconoscimento  che da dieci anni non veniva assegnato ad un trio- una intensa attività concertistica si è andata sviluppando, trasformando il Trio Jean Paul in ospite regolare delle grandi metropoli musicali quali Londra, Berlino, Amsterdam, Parigi, Bruxelles e conducendo l’ensemble in tournée in Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Il Trio è egualmente invitato dai Festival Internazionali ( Schleswig-Holstein, Eté de Kissing, Festival di Ludwigsburg, Braunschweig Classix, Schubertiade di Feldkirch, Reinghau Festival, Khumo ). Assai ricca la discografia: i trii di Mendelssohn hanno ricevuto nel 2009 il Super Sonic Award in Lussenburgo , i trii di  Schumann, Beethoven, Brahms e Schoenberg, quest’ultimo Cd ha ricevuto il Deutchen Schallplattenkritik nel 2005.

  • 23/02/2023 20:30 - 23/02/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 23 febbraio 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30  

    QUINTETTO BARTHOLDY

    Alexander von Zemlinsky - Due movimenti per quintetto in re minore; Wolfgang Amadeus Mozart - Quintetto in si bemolle maggiore  K. 174; Johannes Brahms - Quintetto in sol maggiore  op. 111


    QUINTETTO BARTHOLDY

    Anke Dill, violino

    Ulf Schneider violino

    Barbara Westphal, viola

    Volker Jacobsen, viola

    Gustav Rivinius violoncello

    Nell’anno 2009, in occasione dei 200 anni della nascita di Felix Mendelssohn, 5 eccellenti musicisti tedeschi, Anke Dill e Ulf Schneider violini, Barbara Westphal e Volker Jacobsen viole,  Gustav Rivinius  violoncello, decisero di dar vita stabilmente ad un quintetto. Di solito  i quartetti per archi invitano un’altra viola per singoli concerti quando si tratta di affrontare il repertorio per quintetto. Attualmente non esiste una formazione stabile per questa tipologia strumentale. Gli artisti che compongono il Bartholdy hanno scoperto che ci sono molti lavori di grande interesse che per varie ragioni non vengono quasi mai proposti in concerto. La reciproca e consolidata amicizia dei suoi componenti e gli unanimi apprezzamenti che questa formazione va riscuotendo in Europa, stanno contribuendo a far apprezzare le opere espressamente scritte per il quintetto d’archi. Il vantaggio è evidente: la profonda e prolungata esperienza cameristica di ogni componente, conferisce alle intepretazioni del Bartholdy una forza di coesione, una omogeneità interpretativa e un virtuosismo strumentale di prim’ordine. Tutti i membri del quintetto sono molto interessati anche alle esecuzioni di opere contemporanee,  e a questo proposito, hanno commissionato al giovane compositore tedesco Robert Krampe, un’opera per loro. Questa composizione, dal titolo “...mein Saitenspiel...” è stata presentata a Lubecca in prima esecuzione nel 2011 ed eseguita più volte con grande successo. I prossimi impegni del Bartholdy includono concerti in Germania e in Europa. Nel 2016 è stato pubblicato con straordinaario successo il loro primo CD dedicato ai 2 movimenti di Alexander Zemlinsky e al quintetto di Anton Brukner. Il Quintetto sta realizzando per gli Amici della Musica di Padova l’integrale dei Quintetti di Mozart nell’arco di 3 stagioni.

    Ulf Schneider ha vinto il primo premio nel 1993 al German Music Universities Competition e ha ricevuto il premio arte-cultura della città di Kassel. Cofondatore del Trio Jean Paul, ha  vinto con questa formazione il primo premio ai concorsi di Osaka, Melbourne e al German National Competition. Molte sono le testimonianze discografiche della sua attività interpretativa. E’ professore di violino alla Musikhochschule di Hannover dal 2001.

    Anke Dill è nata a Stoccarda ed ha studiato con Shmuel Ashkenasi,  Nora Chastain e Donald Weilerstein. Vincitrice di molti premi, Anke suona come solista e in alcune formazioni da camera in Europa, Giappone, Cina e USA. Dal 2004 è professore alla Musickhochschule di Stoccarda. Tiene master class in Svizzera, Austria e Germania

    Volker Jacobsen ha studiato alla Musikhochschule di Lubecca con Barbara Westphal. E’stato tra i fondatori del quartetto Artemis, suonandovi fino al 2007. Dopo aver vinto con l’Artemis il primo premio ai Concorsi ARD di Monaco e Paolo Borciani, ha suonato in tutto il mondo con il quartetto.  E’ stato professore di musica da camera all’Università delle Arti a Berlino e alla Cappella Musicale delle Regina Elisabetta del Belgio a Bruxelles. Dal 2007 insegna ad Hannover.

    Barbara Westphal è stata allieva di Itzhak Perlman e Michael Tree ( Guarneri Quartet). Ha vinto il primo premio al Concorso ARD di Monaco e il Busch Prize . Dal 1978 al 1985 ha suonato nel quartetto Delos, con il quale ha vinto il primo premio al Concorso di Colmar ( Francia). I suoi molti Cd, alcuni per viola sola,  documentano la sua notevole versatilità artistica. Dal 1989 insegna a Lubecca.

    Gustav Rivinius è stato l’unico violoncellista tedesco a vincere il primo premio e la medaglia d’oro al Concorso Tchaikovsky di Mosca nel 1990. Da allora ha suonato come solista con le più celebri orchestre tedesche ed europee. Suona spesso con il pianista Lars Vogt, con i violinisti Christian Tetzlaff e Antje Weithas e con Sharon Kam. Ha fondato il trio Gasparo da Salò e il Quartetto con pianoforte Tammuz. E’ professore alla Musikhochschule di Saar.

  • 16/03/2023 20:30 - 16/03/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 16 marzo 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30   

    JAN LISIECKI, pianoforte

    Fryderyk Chopin - Studio in do maggiore op. 10 n. 1 ; Notturno in do minore op. post.; Studio in la minore op. 10 n. 2; Notturno in mi maggiore op. 62 n. 2; Studio in mi maggiore op. 10 n. 3; Studio in do diesis minore op. 10 n. 4; Notturno in do diesis minore op. 27 n. 1; Notturno in re bemolle maggiore op. 27 n. 2; Studio in sol bemolle maggiore op. 10 n. 5; Studio in mi bemolle minore op.10 n. 6; Notturno in mi bemolle maggiore op. 9 n. 2; Notturno in do minore op. 48 n. 1; Notturno in sol minore op. 15 n. 3; Studio in do maggiore op. 10 n. 7; Notturno in fa maggiore op. 15 n. 1; Studio in fa maggiore op. 10 n. 8; Studio in fa minore op. 10 n. 9; Notturno in si bemolle minore; 9 n. 1; Studio in la bemolle maggiore op. 10 n. 10; Notturno in la bemolle maggiore op. 32 n. 2; Studio in mi bemolle maggiore op. 10 n. 11; Notturno in do diesis minore op. post.; Studio in do minore op. 10 n. 12


    JAN LISIECKI

    Acclamato per la sua straordinaria maturità interpretativa, a soli ventisette anni il canadese Jan Lisiecki si esibisce in oltre cento concerti all’anno in tutto il mondo e ha collaborato con direttori del calibro di Sir Antonio Pappano, Yannick Nézet-Séguin, Daniel Harding e Claudio Abbado.

    Nella stagione 2021/2022 Jan Lisiecki sta presentando un nuovo programma di recital, comprendente Notturni e Studi di Chopin, in più di trenta città in tutto il mondo.

    E’ stato re-invitato ad esibirsi con la Boston Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la Filarmonica della Scala, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la Orpheus Chamber Orchestra per dei concerti alla Carnegie Hall ed alla Elbphilharmonie di Amburgo.

    Jan Lisiecki ha di recente presentato il ciclo dei Lieder di Beethoven con il baritono Matthias Goerne, esibendosi anche per il Festival di Salisburgo, ed è apparso con la Filarmonica di New York, la Chicago Symphony, la Staatskapelle Dresden, l’Orchestre de Paris, la Sinfonica della Radio Bavarese e la London Symphony Orchestra.

    A quindici anni, Jan Lisiecki ha firmato un contratto di esclusiva con Deutsche Grammophon, la quale ha inaugurato l’Anno Beethoven 2020 con la pubblicazione di una registrazione dal vivo di tutti e cinque i Concerti per pianoforte di Beethoven, presentati alla Konzerthaus di Berlino, con Jan Lisiecki alla direzione dell’Academy of St Martin in the Fields dal pianoforte.

    La pubblicazione del ciclo di Lieder di Beethoven, eseguiti con Matthias Goerne, è avvenuta poco dopo ed ha rapidamente ricevuto un Diapason d’Or.

    L’ultima pubblicazione di Jan Lisiecki per DG è un doppio album contenente l’integrale dei Notturni di Chopin, apparsi nell’agosto 2021 e nel febbraio 2022 su vinile ed arrivati immediatamente ai primi posti delle classifiche di musica classica in Nord America ed Europa.  Anche il suo programma Night Music, comprendente opere di Mozart, Ravel, Schumann e Paderewski è stato di recente pubblicato come album digitale. Le registrazioni di Jan Lisiecki hanno ricevuto premi JUNO ed ECHO Klassik.

    A soli diciotto anni Jan Lisiecki è stato il più giovane artista della storia a ricevere un Gramophone “Young Artist” Award, oltre ad un Leonard Bernstein Award dal Festival Musicale dello Schleswig-Holstein.

    Nel 2012, Jan Lisiecki è stato nominato Ambasciatore dell'UNICEF in Canada.

  • 23/03/2023 20:30 - 23/03/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 23 marzo 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30   

    QUARTETTO ADORNO

    SANDRO DE PALMA, pianoforte

    Camille Saint-Saëns - Quintetto in la minore op. 14; César Franck - Quintetto in fa minore


    QUARTETTO ADORNO

    Edoardo Zosi violino
    Liù Pelliciari violino
    Benedetta Bucci viola
    Stefano Cerrato violoncello

    Fondato nel 2015, il nome del quartetto è un omaggio al filosofo Theodor Wiesengrund Adorno che, in un’epoca di declino musicale e sociale, individuò nella musica da camera una chiave di salvezza per perpetuare un vero rapporto umano, secondo i valori del rispetto e dell’anelito alla perfezione.

    Il Quartetto Adorno si è fatto conoscere a livello internazionale aggiudicandosi il Terzo Premio, il Premio del Pubblico e il Premio Speciale per la migliore esecuzione del brano contemporaneo di Silvia Colasanti nell’edizione 2017 del Concorso Internazionale Premio Paolo Borciani.

    Nel 2019 il Quartetto Adorno riceve un prestigioso riconoscimento artistico ricevendo il Premio “Una vita nella musica giovani 2019”. Dal 2019 il Quartetto Adorno è supportato dal CIDIM.

    Un particolare ringraziamento ad Asmana Wellness World Firenze per il grande sostegno all’attività del Quartetto Adorno.

    Edoardo Zosi suona il suo violino Ansaldo Poggi del 1929.
    Liù Pelliciari suona il suo violino Stefano Scarampella del 1917 appartenuto al violinista americano Sergiu Luca.
    Benedetta Bucci suona la viola Igino Sderci del 1939 appartenuta a Piero Farulli e da lui suonata durante i quarant’anni di carriera e nelle registrazioni con il Quartetto Italiano.Ringraziamo per questo Antonello Farulli.


    SANDRO DE PALMA

    Visionario, eclettico, creativo ha studiato con Vincenzo Vitale e ha tenuto il suo primo concerto all’età di nove anni con un programma di musiche di Bach, Chopin e Schubert.

    A 19 anni ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale “Alfredo Casella” di Napoli e due anni dopo si è aggiudicato il primo Premio della “Fondazione Bruce Hungerford” di New York.

    La sua attività concertistica, nazionale e internazionale, è molto ricca. Tra le tappe più significative della sua carriera da segnalare nel 1983 l’esecuzione integrale degli Studi di Chopin al Festival Internazionale “Arturo Benedetti Michelangeli” nelle sedi di Brescia e di Bergamo, nel 1998 il debutto alla Wigmore Hall di Londra con i 24 Preludi di Chopin.

    Nel 2000 ha eseguito, su invito di Juri Temirkanov, il Concerto n. 1 di Franz Liszt con la Filarmonica di San  Pietroburgo.

    Nell’ottobre del 2001 ha realizzato la prima esecuzione con Andrea Bocelli e Ilia Kim e sotto la direzione di Donato Renzetti, “…malinconia, ninfa gentile” per canto, due pianoforti concertanti e orchestra d'archi di Azio Corghi, il quale successivamente ha dedicato a lui e a Kim la suite …Di bravura tratta da questa composizione. Di “…malinconia, ninfa gentile” è stata pubblicata, a cura della Presidenza del Senato d'Italia, la registrazione in disco. Sempre in prima esecuzione ha eseguito il Concerto per pianoforte e orchestra di Michele Dall’Ongaro al Teatro Bellini di Catania.

    Tra i maggiori successi quello ottenuto alla Filarmonica di Berlino con il Quintetto di Franck e la tournée con il  Concerto n. 1 per pianoforte e tromba di Šostakovič con la prima tromba e gli archi della famosa orchestra tedesca.

    Ha partecipato alla “Folle journée” di Nantes (edizioni 2004, 2005, 2006), al Festival pianistico de “La Roque d’Anthéron”, al Festival Beethoven di Bonn e al Festival Chopin di Marienbad.

    Nell’ottobre 2008 ha inaugurato il Festival Pianistico “Piano en Valois” e nel gennaio 2009 ha eseguito il Concerto in do maggiore di Antonio Salieri con l’Orchestra dell’Arena di Verona.

    Grande successo ha ottenuto nell’aprile 2010 l’esecuzione del Secondo concerto di Brahms al Musikverein di Vienna. Nel luglio 2010 ha tenuto tre concerti all’Esposizione Universale di Shangaj e in ottobre gli è stato assegnato il Premio “Cimarosa” per la divulgazione delle Sonate dell’autore napoletano. Nell’ottobre 2012 e in aprile 2015 ha effettuato due tournées in Cina per il Festival Piano aux Jacobins.

    Nell’ottobre 2017 ha eseguito alla Weill Hall di Carnegie Hall un programma dedicato ai Miti di ieri e di oggi con musiche di Gluck, Clementi, Liszt e, per la prima volta negli Usa, il melologo “Orfeo” per pianoforte, clarinetto e voce recitante della compositrice romana Silvia Colasanti.

    Oltre all'attività di solista, Sandro De Palma ha una particolare predilezione per la musica da camera. Ha eseguito tutte le Sonate per violino e pianoforte di Beethoven e tutta l'opera da camera di Brahms. Tra i violinisti con i quali ha suonato ricordiamo Boris Belkin, Domenico Nordio, Ilja Grubert, Pierre Hommage; tra i violoncellisti Luigi Piovano, Tatiana Vassilieva, tra gli strumentisti a fiato Vincenzo Mariozzi, Wenzel Fuchs, Giampiero Sobrino. Ha collaborato con gli archi e i fiati dei Berliner Philharmoniker, con il Quartetto Prazak, il Quartetto Ebène, il Quartetto Amarcorde.

    La sua attività discografica, iniziata a sedici anni con un disco dedicato a Liszt, è proseguita con la partecipazione alla prima registrazione mondiale del Gradus ad Parnassum di Muzio Clementi per la Fonit Cetra (20° Premio della Critica discografica Italiana) e con incisioni dedicate a Brahms e a rare pagine pianistiche di Cilea.

    Nel 2017 è uscito un CD dedicato a Muzio Clementi per la casa discografica Naxos con quattro sonate tra le quali la celebre “Didone abbandonata”.

    Da sempre nel mondo dell’arte musicale e teatrale, sia come concertista sia come manager, integra con equilibrio la sensibilità artistica con le capacità organizzative e gestionali e possiede una visione olistica delle problematiche più importanti afferenti la direzione artistica di un teatro. Alla continua ricerca di “tesori sconosciuti” (vedi le programmazioni della 56° e 57° edizione del Festival di Spoleto, in cui ha proposto anche autori di rarissima esecuzione quali Decaux e Filtsch), nel corso della lunga carriera ha saputo bilanciare proposte di programmazione originali con le esigenze di coinvolgimento del pubblico.

    Dal 1999 al 2010 è stato Direttore artistico prima dell’Associazione Musicale del Teatro Bellini di Napoli, poi del Festival Maggio della Musica di Napoli.

    Nel 2000 ha fondato l’Associazione Musicale Muzio Clementi, di cui è Presidente e Direttore artistico. Tra le principali produzioni si possono citare: i Concerti di Mezzogiorno del Festival dei 2Mondi di Spoleto (anni 2013, 2014 e 2015), lo spettacolo “Enoch Arden” al Teatro dell’Opera di Roma con Gabriele Lavia, i Concerti annuali presso la Biblioteca Casanatense e Vallicelliana di Roma)

    Nel 2016 ha fondato a Viterbo il festival “I bemolli sono blu” finanziato con fondi europei, della Regione Lazio, del Ministero dei beni e attività culturali e del Comune di Viterbo.

    Naturale innovatore, nel corso degli anni ha usato opportunamente la tecnologia a supporto della produzione musicale e teatrale. Nella sua attività di concertista, è stato un precursore nell’uso del iPad in alternativa alle tradizionali partiture. Profondo conoscitore dei software audio/video ha svolto anche lavori nel campo della registrazione, come la produzione, registrazione, montaggio e messa online di alcune Sonate di Domenico Cimarosa e Domenico Scarlatti (2013), l’assistenza al montaggio analogico del CD dedicato alle Sonate per clarinetto e pianoforte di J. Brahms (1993) e del CD dedicato a quattro Sonate di Muzio Clementi (2017), l’ assistenza per la registrazione microfonica analogica  al Teatro di Brescia per la realizzazione del master dedicato a musiche pianistiche di Francesco Cilea (1989) e l’assistenza al montaggio analogico per la prima incisione del Gradus ad Parnassum di Muzio Clementi per la Fonit Cetra (1977).

  • 06/04/2023 20:30 - 06/04/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 6 aprile 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30  

    TRIO AMATIS

    Ludwig van Beethoven - Trio in si bemolle maggiore op. 11 Gassenhauer; Dmitrij Šostakovič - Trio n. 1 op. 8; Franz Schubert - Trio in mi bemolle maggiore op. 100


     

    TRIO AMATIS

    Lea Hausmann, violino

    Samuel Shepherd, violoncello

    Mengjie Han , pianoforte

    L'Amatis Trio è stato fondato ad Amsterdam nel 2014 e ora ha sede a Salisburgo, in Austria. La violinista tedesca Lea Hausmann, il violoncellista britannico Samuel Shepherd e il pianista cino-olandese  Mengjie Han sono celebri per la loro energia, intuizione, creatività, comunicazione e passione. Il trio è considerato uno degli ensemble più importanti della sua generazione.

    L'Amatis Trio si è esibito in 43 paesi in 5 continenti e ha vinto molti importanti concorsi e premi internazionali. Sono ex BBC Radio 3 New Generation Artists e sono stati selezionati come ECHO Rising Stars (European Concert Hall Organisation) da Elbphilharmonie Hamburg, Köln Philharmonie, Festspielhaus Baden-Baden e Dortmund Konzerthaus. Il trio ha ricevuto alcuni dei più prestigiosi premi musicali da tutto il mondo, tra cui il Kersjesprijs dei Paesi Bassi e il premio Borletti-Buitoni Trust Fellowship.

    Oltre alle esibizioni in molti dei festival più importanti del mondo, tra cui il BBC Proms, il Verbier Festival, la Svizzera e l'Edinburgh International Festival, i compneneti del  trio sono  regolarmente invitati come solisti, esibendosi con orchestre come la Royal Philharmonic Orchestra, BBC Wales e l'Orchestra dei Musei di Francoforte. Attualmente sono 'Artists in Residence presso l'Università di Cambridge e incaricati della Irene R Miller Piano Trio Residency presso l'Università di Toronto, Canada.

    L’ Amatis Trio ha pubblicato il suo CD di debutto su AVI Records con la musica di Enescu, Ravel e Britten. Il disco ha ricevuto elogi dalla critica e si è guadagnato l'inclusione dell'ensemble nella sezione  "Artists to Watch" della rivista Gramophone.

    Il loro forte impegno per la musica contemporanea ha portato il trio a formare il "Dutch Piano Trio Composition Prize", volto a incoraggiare i giovani compositori ad ampliare il repertorio del trio con pianoforte. Fin dall'inizio hanno commissionato e eseguito in prima assoluta 15 brani contemporanei, l'ultimo dei quali Moorlands, opera del compositore svedese Andrea Tarrodi.

    I riconoscimenti  includono il Concorso Internazionale di Musica da Camera di Melbourne 2018, il Concorso Internazionale Joseph Haydn 2018 a Vienna, il Concorso Internazionale Joseph Joachim a Weimar, in Germania.

    Sia Lea che Sam suonano su ottimi strumenti Jean-Baptiste Vuillaume gentilmente prestati da generosi mecenati attraverso la Beares International Violin Society.

  • 13/04/2023 20:30 - 13/04/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 13 aprile 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30  

    STEFANO DI BATTISTA, sax

    DANIELE SORRENTINO, contrabbasso

    ANDREA REA, pianoforte

    LUIGI DEL PRETE, batteria

    Morricone Stories


     

    STEFANO DI BATTISTA

    Nasce a Roma nel 1969 da una famiglia di musicisti ed appassionati di musica.
    Ha iniziato a studiare il sassofono all’età di 13 anni in una banda di un piccolo quartiere, composta principalmente da ragazzini. E’ qui che, fino all’età di 16 anni, Stefano ha sperimentato quella che sarebbe diventata una delle qualità essenziali della sua musica: l’allegria. Durante questo periodo ha due incontri decisivi che lo indirizzano verso la sua vocazione: scopre il jazz, innamorandosi del suono “acidulo” di Art Pepper (“…immediatamente volevo suonare in quel modo… fu l’inizio della mia passione”) e incontra l’uomo che diventerà il suo mentore, il leggendario alto sassofonista Massimo Urbani (“lui era un mostro, suonava senza conoscere cosa venisse dopo. Istintivamente.”). La sua starda è ormai segnata: Stefano sarà un musicista jazz. Si iscrive al conservatorio, perfeziona la sua tecnica familiarizzando con la tradizione classica del sassofono (Jacques Ibert, ecc.) conseguendo il diploma con il massimo dei voti all’età di 21 anni. Incomincia poi a suonare in gruppi di vario genere e nel ’92 si trova per caso a suonare al Calvi Jazz Festival; è lì che incontra per la prima volta dei musicisti francesi, primo fra tutti Jean-Pierre Como che lo invita a suonare a Parigi. Per Stefano è una rivelazione (“quando sono arrivato in Francia, avevo l’impressione di essere nato lì. In Italia avevo l’impressione di non esistere…”).

    Da quel momento in poi, Stefano ha fatto la spola tra Roma e Parigi, moltiplicando le sue audizioni in modo da procacciarsi qualche ingaggio. Infine si procura due concerti al Sunset di Parigi, con un trio formato dal batterista Roberto Gatto e dal contrabbassista francese Michel Benita. Gatto rinuncia e viene rimpiazzato all’ultimo minuto dal batterista Aldo Romano, che viene colpito dallo stile affascinante del sassofonista. In un attimo è nata un’amicizia tra i due. La seconda sera Stèphane Huchard è alla batteria e invita Laurent Cugny, prossimo a prendere le redini dell’ONJ (Orchestra Nazionale del Jazz). Stefano viene assunto all’istante. In due sere da sogno la vita di Di Battista è cambiata. E’ il 1994 e la sua carriera decolla a Parigi.

    Si stabilisce nella città e incomincia la vita sfrenata del musicista. Oltre alla partecipazione al progetto di Aldo Romano dal quale sono scaturite due registrazioni discografiche (Prosodie e Intervista) e la presenza nell’ONJ diretta da Cugny, continua ad incontrare gente, tiene alcuni concerti in trio con Daniel Humair e J.F. Jenny Clark, suona con musicisti americani di passaggio come Jimmy Cobb, Walter Brooker, Nat Adderly, ecc. La carriera di Di Battista è a una svolta. Pilastro dei vari gruppi di Aldo Romano, membro del sestetto di Michel Petrucciani, Stefano incomincia a pensare alla realizzazione di un progetto a suo nome.

    Nel ’97 il suo primo album per la Label Bleu, dal titolo “Volare”, lo vede al fianco di Flavio Boltro alla tromba, Eric Legnini al piano (il suo pianista di questi ultimi anni), Benjamin Henocq alla batteria e Rosario Bonaccorso al contrabbasso (“la ritmica che ho sempre desiderato”). Nel ’98 arriva il suo primo ingaggio per la storica Blue Note, per la quale inciderà l’album “A prima vista”, accompagnato dalla stessa formazione di musicisti, che tra le altre cose diventerà il suo gruppo stabile di riferimento. Nel luglio ’00, la registrazione di un disco magistrale dove Stefano è affiancato dall’incomparabile presenza di Elvin Jones alla batteria (il leggendario batterista di John Coltrane), Jacky Terrasson al piano e Rosario Bonaccorso al contrabbasso. Il disco, dall’omonimo titolo, uscirà poi nell’Ottobre 2000. Il nuovo disco, oltre ad avere grandi riconoscimenti da parte della critica internazionale, ha vinto il prestigioso premio francese Telerama, classificandosi al primo posto nelle classifiche europee come disco più venduto.

    Nel 2016 esce l’album dedicato alla figura femminile “Womman’s

    Nel 2017 realizza la colonna sonora “solo cuore e amore candidata al David  Di Donattello

    Nel 2020 realizza la colonna sonora del film “futura” nelle sale settembre 2021

    Nel 2021/22 e uscito in tutto il mondo  in aprile il nuovo album dedicato al maestro Morricone in versione jazz

    Morricone Stories prodotto della Warner Germania è in questo momento in testa alle classifiche jazz francesi e tedesche.

  • 10/05/2023 20:30 - 10/05/2023 23:00 Europe/Rome

    Mercoledì 10 maggio 2023 – Teatro Sannazaro – ore 20.30 

    GABRIELE PIERANUNZI, violino

    GIORGIA TOMASSI, pianoforte

    Integrale delle Sonate per violino di Robert Schumann

    Robert Schumann - Sonata n. 1 in la minore op. 105; Sonata n. 2 in re minore op. 121; Sonata n. 3 in la minore WoO 27


    GABRIELE PIERANUNZI,

    Gia’ allievo di Salvatore Accardo  e  di Stefan Gheorghiu,si e’ presto imposto all’attenzione del pubblico e della critica avendo ottenuto una lunga serie di premi in importanti competizioni internazionali ( N.Paganini di Genova 1988 e 1990), T.Varga di Sion, L.Spohr di Friburgo, R.Romanini di Brescia, R.Lipizer di Gorizia, G.B.Viotti di Vercelli, Biennale di Vittorio Veneto).

    Nel 2004 è stato invitato per chiara fama a ricoprire il ruolo di Primo Violino di spalla presso l’Orchestra della Fondazione Teatro San Carlo di Napoli.

    La sua attivita’ lo ha portato ad esibirsi nei principali centri musicali in Italia ed all’estero: Accademia Naz.di Santa Cecilia di Roma, Accademia Chigiana di Siena,Wigmore Hall di Londra, City of Birmingham Symphony Orchestra Herculeesaal di Monaco di Baviera, Teatro Coliseum di Buenos Aires, Opera City Hall di Tokyo, Malmoe Symphony Orchestra,Franz Liszt  Chamber Orchestra di Budapest, Filarmonica G. Enescu di Bucarest, Festival Bemus di Belgrado,Solisti di Mosca,Teatro Regio di Torino, Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano, Settimane Musicali di Stresa, Festival dei Due mondi di Spoleto, Teatro San Carlo di Napoli,collaborando con musicisti quali J. Tate, V. Fedoseyev,  G. Noseda, A. Ceccato, M.Bamert, A. Kontarsky, R. Kussmaul, N. Goerner, B. Canino, R. Filippini, Y.Bashmet, F. Petracchi . Su invito del Comune di Genova, ha piu’ volte suonato il “Guarneri del Gesu” appartenuto a N.Paganini.

    Tra le sue pubblicazioni discografiche ricordiamo il concerto di Kurt Weill op.12 per violino e fiati, con i fiati del Teatro San Carlo e la direzione di  Jeffrey Tate  per l’etichetta Concerto Classics e  l’integrale dei Quartetti per pianoforte ed archi di Mendelssohn per Decca-Universal.

    Tra i suoi successi piu’ recenti ricordiamo  l’invito all’ Al Bustan Festival di Beirut nel quale ha eseguito il concerto n.2 “La campanella”di N.Paganini, riscuotendo un ottimo successo di pubblico e critica: l’uscita per la rivista Amadeus  del  CD dedicato a E. Chausson con l’esecuzione del concerto op.21 per violino, pianoforte e quartetto d’archi con la pianista Jin Ju ed il quartetto d’archi della Philharmonia Orchestra di Londra ( Philharmonia Chamber Players) con i quali  ha effettuato un tour in Italia che ha toccato alcune tra le piu’ importanti societa’ di concerti; la partecipazione insieme a Roberto Cominati e gli Archi del San Carlo di Napoli ( gruppo da lui fondato) allo Stradivari Festival di Cremona ( ottobre 2020) con lusinghieri riscontri di pubblico e critica.

    Di recente pubblicazione , per l’etichetta Aulicus Classics, un CD ( registrazione live del 1999) con il Quartetto n.1 di Mozart e il Quartetto di Schumann per pianoforte ed archi con Francesco Fiore, viola, Rocco Filippini, cello e Alfons Kontarsky, pianoforte.


    GIORGIA TOMASSI

    Comincia lo studio del pianoforte con la madre all’età di 7 anni.

    Maturata artisticamente nell’Accademia Pianistica di Imola sotto la guida di Franco Scala, si è rivelata sulla scena internazionale nel 1992 con la vittoria del Concorso Arthur Rubinstein di Tel Aviv. Si è esibita in importanti sale italiane e internazionali ed è stata partner di prestigiosi musicisti quali Martha Argerich, Salvatore Accardo, Domenico Norio, Geza Hossu Legocky, Michele Battista, Roberto Cominati, l’Ensemble Wien-Berlin, Danilo Rossi e Alessandro Travaglini. Per la EMI ha registrato gli Studi di Chopin, i Concerti per pianoforte e orchestra di Nino Rota con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Muti, e molti altri brani legati al «Progetto Martha Argerich» di Lugano nel quale è stata regolarmente invitata. Dal 2010 con i pianisti Carlo Maria Griguoli e Alessandro Stella ha intrapreso un duraturo sodalizio artistico in una formazione in trio pianistico, The Pianos Trio -interprete di capolavori della letteratura sinfonica, trascritti per tre pianoforti da Carlo Maria Griguoli-, partecipando a tutte le edizioni del «Progetto Martha Argerich» e presenziando nelle stagioni delle più importanti istituzioni concertistiche in Italia e all'estero.

    La WARNERCLASSICS ha pubblicato un CD che raccoglie tutte le trascrizioni di Carlo Maria Griguoli eseguite dal The Pianos Trio al Progetto Martha Argerich dal 2010 al 2013 con l’aggiunta dell’incisione live della prima mondiale di “Vaalbara” di Carlo Boccadoro.

    Suona regolarmente con il violinista Gabriele Pieranunzi.

    Dal 2008 è docente della cattedra di Pianoforte al Conservatorio di Campobasso.

    Svolge intensamente attivismo per la liberazione di tutti gli animali dallo sfruttamento e dalla schiavitù, seguendo uno stile di vita etico e antispecista.

  • 18/05/2023 20:30 - 18/05/2023 23:00 Europe/Rome

    Giovedì 18 maggio 2023Teatro Sannazaro – ore 20.30 

    QUARTETTO KUSS

    Miniature Russe e Armene; Igor Stravinskij - Tre pezzi per quartetto d'archi n. 2, Concertino per quartetto d’archi n.7; Pëtr Il’ič Čajkovskij - Andante cantabile in si bemolle maggiore;

    Ludwig van Beethoven - Quartetto per archi in mi minore, op. 59 n. 2


     

    QUARTETTO KUSS

    Jana Kuss, violino

    Oliver Wille, violino

    William Coleman, viola

    Mikayel Hakhnazaryan, violoncello

    Caratteristica distintiva del Quartetto Kuss è sicuramente la creazione di programmi “concettuali”; proponendo brani basati su temi comuni, il Quartetto offre esperienze uniche sia ad un pubblico abituale sia ai nuovi ascoltatori. Jana Kuss e Oliver Wille suonano insieme da oltre venticinque anni. Con i colleghi William Coleman e Mikayel Hakhnazaryan cercano di esplorare l’eterno “muss es sein?” del quartetto d’archi, suonando con la ‘curiosità’ che li contraddistingue.

    “Force and Freedom”, programma multi-genere dedicato a Beethoven, è stato ideato insieme alla regista Nicola Hümpel e il suo Teatro di Musica e Danza “Nico and The Navigators” e sarà portato nella stagione 2021-22 alla Konzerthaus di Dortmund, al Radialsystem di Berlino e alla Festspiele di Schwetzinger.

    Nel 2019 il Quartetto Kuss è stato il primo quartetto tedesco a ricevere il leggendario “Quartetto Paganini” di strumenti Stradivari, su gentile concessione della Nippon Music Foundation. Con questi strumenti, nel giugno 2019 il quartetto si è esibito nel ciclo completo dei Quartetti di Beethoven alla Suntory Hall di Tokyo. La registrazione di questo concerto è stata pubblicata nella primavera 2020 da Rubicon Classics, grazie al supporto della casa editrice Henle. Alla fine del 2019, in occasione dell’anniversario dalla nascita del compositore Mieczyslaw Weinberg, Sony Classical ha pubblicato il Quintetto per pianoforte dell’artista, fantastica collaborazione tra il Quartetto Kuss e Olga Scheps. Nel 2018 è stato conferito al Quartetto Kuss il Premio Opus Klassik, per la sua registrazione di lavori di Rudi Stephans, sempre per l’etichetta Sony Classical. Nell’ottobre 2021 Rubicon Classics ha pubblicato il nuovo album "FREIzeit" con opere di Trojahn, Poppe, Reimann e Johannes Fischer, che partecipa come percussionista all'album, insieme al soprano Sarah Maria Sun e al poeta slam Bas Boettcher.

    Negli ultimi anni il Quartetto ha commissionato quattro nuove opere per quartetto d’archi ai compositori Enno Pope, Aribert Reimann, Manfred Trojahn e Bruno Mantovani, anche grazie al supporto dello Stato della Bassa Sassonia/Musik 21. Il Quartetto ha collaborato con il Concertgebouw ed il Muziekgebouw di Amsterdam, la Biennale di Parigi, la Wigmore Hall di Londra e la Suntory Hall di Tokyo.

    Nei prossimi anni Iris ter Schiphorst, Mark André e Francisco Coll comporranno nuove opere per il Quartetto Kuss.

    All’inizio della sua carriera il Quartetto si è aggiudicato primi premi del Deutscher Musikrat del Concorso Borciani, ha ricevuto un Premio Borletti-Buitoni ed è stato nominato “Rising Star” dell’European Concert Hall Organization.

    Attualmente il Quartetto Kuss riesce a ispirare molti giovani musicisti con le sue numerose master class. William Coleman (Mozarteum, Salisburgo) e Oliver Wille (Hannover e Birmingham) sono anche professori per rinomate università europee.

    Il Quartetto Kuss suona esclusivamente con corde Pirastro.