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  • Concerto n° 8 – COSTANTINO CATENA

    20:30 -23:00
    2017-12-14Europe/Rome

    Via Chiaia, 157, 80121 Napoli

    Via Chiaia, 157, 80121 Napoli

    Giovedì 14 dicembre 2017-  Teatro Sannazaro – ore 20.30

    COSTANTINO CATENA, pianoforte

    Robert  Schumann – Davidsbündlertänze, op. 6;

    Franz  Liszt – Venezia e Napoli, Tarantella di bravura su “La Muta di Portici” di Auber

    NOTE DI SALA


    COSTANTINO CATENA

    “Pianista di un tipo ormai raro nella sua generazione, in lui sfolgora anzitutto l’arte del cantare sulla tastiera con invenzioni di fraseggio che ne dimostrano la squisita intelligenza musicale”: definito con queste parole dalla rivista Amadeus, Costantino Catena è stato ospite di importanti istituzioni concertistiche in vari paesi europei, in Australia, negli U.S.A., in Russia e in Giappone, tra cui l’Accademia Filarmonica di Bologna, la Philharmonia di San Pietroburgo, il Kennedy Center e la Georgetown University di Washington, gli Amici del Teatro Regio di Torino, gli Amici della Musica di Trapani, il Gasteig di Monaco di Baviera, la Società Dante Alighieri, il Liszt Memorial Museum di Budapest, il Festival Internazionale di Ravello, il Festival Internazionale di Alghero, l’Istituto Liszt di Bologna, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, Palazzo Poli di Roma, il Teatro dell’Arte della Triennale di Milano, il Teatro Goldoni di Livorno, il Conservatorio Tchaikovsky di Mosca, la Yasar Concert Hall di Izmir, la Winchester University, la Filarmonica De Stat Transilvania di Cluj-Napoca, il Kusatsu International Festival, l’Ohrid Summer Festival. Costantino Catena ha un’intensa attività discografica, principalmente con l’etichetta giapponese Camerata Tokyo, con cui ha iniziato a collaborare nel 2010 incidendo l’integrale di Liszt per violino e pianoforte e in seguito numerosi CD solistici, tra cui un doppio CD lisztiano e un blu-ray dedicato a Debussy e Schumann, e con cui sono in progetto altri lavori discografici, tra cui la registrazione di tutta l’opera pianistica di Schumann. Recentemente il disco “Hidden Orchestra”, comprendente il Concerto op. 54 di Schumann per pianoforte e orchestra nella trascrizione per pianoforte e organo di Claudio Brizi, è stato inserito nella programmazione di bordo da All Nippon Airways, mentre il CD con il Quartetto e il Quintetto di Schumann, registrato insieme al Quartetto Savinio, è stato premiato con 5 stelle dalla rivista discografica Musica. I suoi dischi hanno ricevuto critiche entusiastiche da prestigiose riviste internazionali e importanti critici musicali e nell’agosto 2016 il nuovo CD “Two Saints – Francis of Assisi & Francis of Paola” è stato scelto come uno dei migliori dischi sulla rivista giapponese di musica “Record Geijutsu”. Ha inoltre inciso per le etichette Phoenix Classics  e Nuova Era International e le sue registrazioni sono state spesso diffuse in Italia e all’estero (RAI Radiotelevisione Italiana, NHK Nippon Hōsō Kyōkai, RSI Radio della Svizzera Italiana, MR Magyar Rádió).

    Ha al suo attivo anche una notevole attività cameristica, avendo collaborato con artisti quali Alessandro Carbonare, Michele Lomuto, Franco Maggio Ormezowski, Gabriele Geminiani, Carlo Parazzoli, Saschko Gawriloff, Sabrina-Vivian Höpker, Claudio Casadei, Massimo Quarta, Maja Bogdanovich, Lynne Dawson, Claudio Brizi, Quartetto Savinio. In collaborazione con il musicologo Paolo Scarnecchia ha avviato una esplorazione del repertorio delle turcherie, e più in generale di ispirazione orientalista, costituito da fantasie, variazioni, parafrasi, riduzioni e rêveries, e presentato in forma di conversazione-concerto.

    Costantino Catena ha iniziato giovanissimo lo studio del pianoforte. Dopo aver conseguito con il massimo dei voti e la lode il diploma di pianoforte presso il Conservatorio “G. Martucci” di Salerno sotto la guida del M° Luigi D’Ascoli, ha proseguito e completato la sua formazione pianistica seguendo corsi di perfezionamento con Konstantin Bogino, Bruno Mezzena e Boris Bechterev. Importanti riferimenti per la sua maturazione artistica sono stati anche gli incontri con Aldo Ciccolini, Michele Campanella e Joaquin Achucarro. Docente di pianoforte principale presso il Conservatorio di Musica “D. Cimarosa” di Avellino, ha dato masterclass e seminari per varie Accademie e Università  (The Ignacy Jan Paderewski Academy of Music in Poznań, Tromsø University,  Music College of the Moscow Tchaikovsky Conservatoire, Babes-Bloyai University of Cluj-Napoca, Winchester University, Yasar University of Izmir). Laureato sia in Filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno che in Psicologia presso la Seconda Università degli Studi di Napoli, ha approfondito in particolare le tematiche concernenti la gestione degli aspetti psicologici e fisiologici durante l’esecuzione musicale.

    Costantino Catena è stato ufficialmente designato “Yamaha Artist” nel 2016.

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  • Concerto n° 9 – MICROLOGUS – DANIELE SEPE

    20:30 -23:00
    2017-12-21Europe/Rome

    Via Chiaia, 157, 80121 Napoli

    Via Chiaia, 157, 80121 Napoli

    Giovedì 21 dicembre 2017 –  Teatro Sannazaro –  ore 20.30

    MICROLOGUS

    DANIELE SEPE ROTE JAZZ FRAKTION

    Kronomakia, la battaglia del tempo


    ENSEMBLE MICROLOGUS

    I musicisti dell’ Ensemble Micrologus sono stati tra i primi a contribuire alla riscoperta della musica medievale e dello spirito con cui fare questa musica oggi. Infatti, attraverso la ricerca e lo studio delle fonti dirette ed indirette è oggi possibile basare l’interpretazione della musica medievale su verosimili ipotesi di prassi esecutiva ed in generale di estetica musicale. La ricerca delle fonti, le indagini storiche, paleografiche, organologiche ed iconografiche (che hanno permesso, in certi casi, di ricostruire strumenti musicali unici), lo studio e la comparazione dell’etnomusicologia sono alla base del lavoro dell’ Ensemble Micrologus. Bisogna ricordare che proprio le ricerche etnomusicologiche hanno contribuito a rilanciare l’interpretazione della musica medievale, sia per quanto riguarda la riscoperta di particolari tecniche esecutive, vocali e strumentali, sia per chiarire problematiche d’intonazione nella modalità e nella polifonia: è infatti opinione, da più parti condivisa, che le culture musicali di tradizione orale conservino caratteristiche molto arcaiche assimilabili in linea di principio ad alcuni aspetti della musica antica ed in particolare di quella medioevale. Inoltre, ritenendo fondamentale le ricostruzione della funzione della musica medievale, sia per chi esegue che per chi ascolta (all’epoca non esisteva il “concerto” vero e proprio), tutti i musicisti del Micrologus hanno partecipato alle varie Feste Medievali, prima fra tutte quella del Calendimaggio di Assisi , in cui l’evento musicale è oggi ricollocato nel proprio spazio sonoro e temporale: la chiesa (ovverosia la preghiera e la solennità), la corte (con il canto epico, la lirica d’amore e il ballo), la piazza ( con la festa e il ballo), la strada (con il corteo e la processione religiosa).
    Nel 1984, dopo aver fatto musica per alcuni anni alla festa medievale del Calendimaggio di Assisi, Patrizia Bovi, Goffredo Degli Esposti e Gabriele Russo, insieme ad Adolfo Broegg (1961-2006), decidono di fondare l’ Ensemble Micrologus; così insieme realizzano nel corso degli anni oltre 30 diversi spettacoli, alcuni anche in forma teatrale, portandoli in concerto, non solo in Italia, ma anche in Austria, Belgio, Canada, Francia, Germania, Giappone, Inghilterra, Marocco, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna, Svizzera, Slovenia, e Ungheria. Al tempo stesso partecipano alle attività del Laboratorio Arte Musica e Spettacolo di Assisi nel quale seguono i corsi e i seminari che li hanno portati alla realizzazione di vari Drammi sacri e Sacre rappresentazioni medievali. Sempre negli anni ’80 hanno seguito le attività del Centro Studi Ars Nova di Certaldo in cui hanno avuto l’opportunità di conoscere e confrontarsi con le idee dei più prestigiosi professori italiani e stranieri. L’Ensemble Micrologus, utilizza fedeli ricostruzioni degli strumenti d’epoca (sempre collaborando direttamente con i vari liutai specializzati) e, nelle esecuzioni in forma di spettacolo teatrale, costumi ed elementi scenografici; ogni anno presenta al pubblico uno o due nuovi spettacoli tematici, alternando musica sacra e profana (dal XII al XV secolo), oltre alle realizzazioni su commissione per i vari Festival europei. In alcuni casi si avvale della preziosa collaborazione di eminenti studiosi, come la collaborazione col Prof. Dinko Fabris (Dipartimento di Musica antica – Conservatorio di Bari) per la collana discografica “I Tesori di Napoli”, e con i ricercatori del Centre de la Voix dell’Abbaye de Rouyamont.
    Nel 2002 ha avuto l’opportunità di registrare le musiche del Libre Vermell de Montserrat direttamente, primo gruppo nella storia, nell’antico monastero di Montserrat in Catalogna.

    In collaborazione con l’Abbaye de Rouyamont (dove è stato in residenza nel 2002-2003) ha messo in scena l’opera “Li Gieus de Robin et de Marion” (fine XIII sec.), con la regia di Jean François Dusigne, con cui è stato in tour in Francia e altri paesi europei.

    Per il Febbraio 2003 ha prodotto, su commissione de La Citè de la Musique di Parigi, “Nostra Donna”, un nuovo spettacolo multimediale sulle “Cantigas de Santa Maria” con la regia di Toni Casalonga.

    Micrologus è stato invitato dal Flanders Festival-Antwerpen come “Ensemble in residenza” per Laus Polyphoniae 2004 dove si è esibito con la nuova produzione “Festa Fiorentina…per contar di frottole” e con un nuovo programma su Zachara da Teramo, preparato in collaborazione col Prof. Francesco Zimei, di cui è stata effetuata  una registrazione discografica. Le loro collaborazioni si estendono anche a sperimentazioni con importanti artisti contemporanei: recentemente, hanno registrato con Daniele Sepe, eccezionale sassofonista e compositore napoletano,  il CD “Kronomakia”, una elettrizzante contaminazione tra il medioevo e il jazz/rock.

    Dal 2007 al 2009 è stato in tour con la compagnia belga di Toneelhuis, con lo spettacolo di teatro-danza “Myth”, del coreografo Sidi Larbi Cherkaoui.
    Nel 2009, con il Libro-CD “Aragòn en Nàpoles” riceve il premio “BIGGEST SURPRISE” dal Boston Globe, nella lista top classical albums dell’anno.
    Da dicembre  2009 ha iniziato la sua attività didattica a Spello (Pg), presso il Centro Studi Europeo di Musica Medievale “Adolfo Broegg”, dove vi è la mostra permanente di “Liuti e strumenti a corde dal Medioevo ai nostri giorni”. Da alcuni anni l’Ensemble Micrologus tiene corsi e stage sull’interpretazione della musica medievale in collaborazione con, tra gli altri: il Festival di Urbino, La Citè de la musique (Parigi), l’Abbaye de Rouyamont, Il Festival di Jaroslaw (Polonia).

    Micrologus ha registrato 25 CD, ed è stato premiato con il “Diapason d’Or de l’Année” in Francia, nel 1996, per il CD “Landini e la musica fiorentina”, nel 1999, per il CD “Alla napolitana” (quest’ultimo preparato insieme con i musicisti del Centro di Musica Antica di Napoli “la Cappella della pietà de’ Turchini”) e un “The Best of 2000 Award” di Goldberg per il CD “Cantico della terra”. Numerose solo le registrazioni  radiotelevisive per : RAI 1, RAI 2, Radio 3, Radio France Culture, Radio France – Musique, ORF Vienna, Radio Suisse, Asahi Television di Osaka.

    Fra le ultime performance del 2016 invece ecco alcune tappe prestigiose: IUC a Roma, Festival del Centro Historico in Messico, Società del Quartetto di Milano e Festival Monteverdi a Cremona.

    Tra gli ultimi appuntamenti segnaliamo la partecipazione al Festival OudeMuziek di Utrecht in agosto 2016, due concerti per il Festival Pergolesi Spontini a Jesi in settembre ed il concerto per il Festival di Vanves (Parigi) in novembre.

    La registrazione di uno fra il loro ultimi programmi ideati, “Carnivalesque”, ha ricevuto il Diapason d’Or nel mese di novembre 2014.


    DANIELE SEPE

    Daniele Sepe è la napoletanità che si fonde con il jazz, il funk, le melodie mediterranee, il rock, il rap, in una contaminazione continua dove la vivacità e la forza dei suoni si accompagna ad una sentita critica sociale che non disdegna anche il gioco dell’ironia. La carriera artistica del poliedrico artista napoletano parte nella seconda metà degli anni ’70 con il gruppo operaio di Pomigliano d’Arco “’E Zezi” insieme al quale incide e suona per alcuni anni. Nel frattempo gli studi di flauto si concludono con un diploma al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli; ma il vero amore è il sassofono. La sua corrosiva forza entra in contatto con gruppi della new wave partenopea come Little Italy, Bisca e Degrado collaborando in alcuni concerti. Si dedica dapprima alla musica barocca e poi al ruolo di turnista a fianco di musicisti quali Nino D’Angelo, Gino Paoli, Eduardo De Crescenzo e Nino Buoncore. In questo periodo riesce ad autoprodursi il primo album “Malamusica” che ottiene un buon riscontro dalla critica, così come i seguenti “L’uscita dei gladiatori” e “Play standards and more”.

    E’ grazie a Ninni De Pascale della PoloSud records che Daniele Sepe ottiene il suo primo contratto discografico sancito dal disco “Vite Perdite”. Forse inaspettato quanto meritato, il lavoro riceve un unanime consenso di critica e pubblico tanto che alcuni registi cinematografici (Martone, “L’amore molesto”, Ferrario, “Figli d’Annibale”, Battiato, “Cronache di un amore violato” e numerosi altri) lo scelgono per le proprie pellicole. Dopo queste impegnative quanto prestigiose fatiche Sepe  incide dapprima “Spiritus Mundi” e poi il suo primo album per Il Manifesto “Trasmigrazioni”. La stima di questa nuova etichetta nei suoi confronti è suggellata dalla stampa dell’antologico “Viaggi fuori dai paraggi”. I primi premi arrivano con “Lavorare stanca”, libro-cd che riceve tra l’altro il premio Tenco come miglior album in dialetto e la nomination al Premio Italiano della Musica (PIM). In coda agli anni ’90 è invitato in prestigiosi festival europei come il Womad Bruxelles, “Les Allumees” di Nantes, “Beethoven Kunstnhalle” di Berlino. Non è quindi un caso che grazie a “Conosci Victor Jara” entra nelle classifiche indies italiane. Nel 2000 pubblica “Truffe & Other Sturiellett” a cui segue la messa in scena al Teatro Argentina dei “Dieci comandamenti” di Raffaele Viviani, realizzato insieme a Mario Martone.

    Le 20.000 copie vendute del successivo “Jurnateri” rappresentano una gran bella soddisfazione per Sepe, che ritorna di nuovo a collaborare con il cinema nei film di Gabriele Salvatores  “Amnésia” e “Casa di frontiera” di Massimo Costa.

    Nel 2002 pubblica “Anime Candide” (canzoni d’ amore e di guerra) per Il Manifesto cd, che vende oltre 20.000 copie (e continua a vendere). Sempre con Il Manifesto pubblica sul finire del 2004, “Nia Maro”, disco che registra il medesimo successo del precedente.

    Due anni dopo, nel 2006, Sepe affronta a proprio modo gli anni settanta, politicamente e musicalmente, con “Suonarne uno per educarne cento”, una sorta di summa di tutto ciò ha influenzato il Sepe musicista e militante. Dissacrante come nessun altro lavoro del musicista, ottiene grandi recensioni dalla stampa e ottime soddisfazioni di vendita.

    Dopo neanche due anni, all’inizio del 2008 Sepe, torna con Kronomakia, realizzato con Rote Jazz Fraktion e l’ Ensemble Micrologus. Nei tredici brani che compongono il lavoro c’è, come ormai ci ha abituati il musicista napoletano, di tutto:  dalle sonorità arabe a quelle nordeuropee, riletture che sanno di medioevo, e, a chiudere, due perle: Stayin’ Alive dei Bee Gees e Norvegian Wood dei Beatles in….latino.

    Siamo al 2010. Esce “Fessbuk”,, un disco dirompente. Quattordici brani nati per buona parte dallo scambio di opinioni tra Daniele e i suoi amici e fan che per mesi hanno animato la “bacheca” del celebre social network, in cui è presente il suo trafficatissimo “profilo”. Brani che, come sempre, fotografano efficacemente l’Italia di oggi, attraverso la l’ironica celebrazione di vizi (tanti) e virtù, in una carrellata di personaggi e temi che faranno ridere, riflettere, discutere, in cui nessuno viene risparmiato dalla tagliente penna di Sepe. Tra la fine del 2010 e l’inzio del 2011  Sepe mette a segno una prestigiosa collaborazione, quella con il grande regista statunitense Terry Gilliam (Brazil, L’esercito delle 12 scimmie, Paura e delirio a Las Vegas, Parnassus – solo per citarne alcuni), che rimane colpito dalla sua musica, e gli chiede di scriverne per il proprio cortometraggio” The Wholly Family”, ambientato e girato a Napoli.  “Canzoniere Illustrato” segna una nuova tappa nella carriera di questo straordinario musicista. E’ i n realtà molto di più di un semplice album:  è un volume di grosse dimensioni (ben 106 pagine) contenente12 fumetti per 12 canzoni. Fumetti realizzati da geniali maestri del colore (Mauro Biani, Squaz, Kanjano, Akab, Kranti, Rosaria Cefalo, Shaone, Fulvio Cozza, Giuseppe Guida, Antonino Iuorio, Marcella Brancaforte, Tony Afeltra, Enzo Troiano, Giuseppe Guida, Luigi De Michele) ed arricchito da una splendida copertina del grande Altan. La musica prevede un menù internazionale di canzoni provenienti da tutto il mondo e dal folklore italiano orchestrati nei più diversi stili, come ci ha ormai abituato Daniele Sepe, e con la partecipazione delle bellissime voci di Floriana Cangiano, Ginevra DI Marco, Flori N Barbu, Mazouk Mejri, Josè Seves, Robero Argentino Lagoa e Brunella Selo oltread una nutritissima schiera di fantastici musicisti. Nel 2013 da alle stampe “In vino Veritas”, disco che, come sovente avviene nei suoi dischi, cela dietro la forma canzone, suonata sempre ad altissimi livelli, qualche frecciata qua al perbenismo italiota. “A note spiegate” è il suo venticinquesimo disco,  cui seguono i due capitoli della Saga di Capitan Capitone: “I fratelli della costa” e “ I parenti della sposa”. A distanza di più vent’anni da “Vite Perdite”, l’album che fotografò la Napoli musicale dell’inizio degli anni novanta, Sepe prova a scattare una nuova istantanea su Napoli, riunendo in ognuno dei due dischi  una ottantina di musicisti provenienti da gruppi napoletani come i Foja, La Maschera, ‘O Rom, Tartaglia Aneuro, Aldolà Chivalà, Mario Insenga & Hadacol Special, La Contrabbanda di Luciano Russo, Claudio Gnut, Maurizio Capone, Alessio Sollo, Nero Nelson, Sara Sossia Squeglia, Flo Cangiano, Auli Kokko, Piermacchiè, Gino Fastidio.

    Nel 2016/2017 il pianista  Stefano Bollani lo invita a collaborare  al  suo nuovo progetto “Napoli Trip” ( cd e tournèe in Italia e all’estero) incentrato sull’universo musicale napoletano, attraverso composizioni e improvvisazioni ispirate al repertorio di una delle città musicalmente più significative del mondo.

     

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