Miti di musica

in collaborazione con


 

 

 

 

 

 

Giovedì 1 giugno 2017 – Museo Archeologico di Napoli, Sala del Toro Farnese ore 20
ENSEMBLE VOCALE DI NAPOLI
ANTONIO SPAGNOLO, direttore
Miti d’Amore – brani di Josquin Desprez , Pomponio Nenna, Alessandro Scarlatti, Jean De Maque, Cesar Geoffray, Gyorgy Ligeti, Paul Hindemith, Benjamin Britten, Gustav Holst, Jaakko Mantyjarvi, Francis Poulenc, Patrizio Marrone, David Lang,


Giovedì 8 giugno 2017 – Museo Archeologico di Napoli, Sala del Toro Farnese ore 20
SCARLATTILAB BAROCCO
Olga Cafiero, soprano
Pier Luigi Ciapparelli, arciliuto e tiorba
Angelo Trancone, clavicembalo
Chiara Mallozzi, violoncello
Direzione Artistica e cura del programma: Antonio Florio
Napoli, Mito barocco – momenti della produzione vocale napoletana tra Seicento e Settecento.
musiche di Cristofaro Caresana, Francesco Provenzale, Andrea Falconieri, Salvatore Lanzetti, Alessandro Scarlatti, Giovanni Paisiello


Giovedì 15 giugno 2017 – Museo Archeologico di Napoli, Sala del Toro Farnese ore 20
ENSEMBLE DISSONANZEN
Enzo Salomone, voce e elettronica
Francesco D’Errico, pianoforte digitale e Sintetizzatore
Ciro Longobardi, tastiera digitale e campioni
Tommaso Rossi, flauti
Superstiti, le lingue di Michele Sovente


Giovedì 22 giugno 2017 – Museo Archeologico di Napoli, Sala del Toro Farnese ore 20
GIANNI TROVALUSCI, flauto – GIUSEPPE SILVI, regia del suono
Flauto Mito Antico, Sogno futuro – Anonimo – Piccoli brani barocchi a imitazione del canto degli uccelli; Kaija Saahriao – Laconisme de l’Aile; Jacques-Martin Hotteterre – Ecos; Vittorio Montalti – Labyrinthes; Giuseppe Silvi – Preludio al soffio; Giacinto Scelsi – Mantram; Claude Debussy – Syrinx; Silvia Lanzalone – Eleghos


 

Giovedì 29 giugno 2017 – Museo Archeologico di Napoli, Sala del Toro Franese e Sala dei Tirannicidi ore 20
SCARLATTILAB ELECTRONICS
a cura di Agostino Di Scipio e Giancarlo Turaccio in collaborazione con il Conservatorio Alfredo Casella de l’Aquila e del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno.
Sculture di suono  – 4 installazioni sonore ispirate a 4 opere del Museo Archeologico di Napoli

SCULTURE DI SUONO è il titolo complessivo di una proposta musicale e d’arte sonora sviluppata nel corso di ScarlattiLab/Electronics 2017 dell’Associazione Scarlatti. Gli interventi hanno luogo negli ambienti del Museo Nazionale, in specifico rapporto con alcune delle antiche opere scultoree collocate nella cosiddetta Sala dei Tirannicidi e nella cosiddetta Sala del Toro Farnese:

Sala dei Tirannicidi/ Apollo citaredo in basalto/ M Scamarcio
Gladiatori e Tirannicidi /NapoliSoundscape
Urania /Chiara Mallozzi

Sala del Toro Farnese Toro Farnese /Giancarlo Turaccio/Agostino Di Scipio
performance musicale (29 giugno, ore 20.30)

L’evento di apertura è una performance musicale “itinerante”. Si inizia nella Sala dei Tirannicidi: a ciascuno dei tre gruppi marmorei prescelti è accostato uno strumento (voce femminile, clarinetto, violoncello), il cui intervento è composto ed orchestrato secondo il contrappunto determinato dallo spazio riverberante della sala, e secondo modalità esecutive in stretto rapporto coi materiali sonori delle tre opere installative. Ci si sposta poi nella Sala del Toro Farnese, dove gli strumenti si uniscono all’intricato tessuto del grande blocco marmoreo appunto del Toro Farnese. In entrambi i casi, la performance musicale lascia gradualmente il campo alle installazioni sonore, fruibili da quel momento in poi (e per i giorni successivi) in modo autonomo.

installazioni sonore (29 giugno – 10 luglio 2017)

Le installazioni proposte consistono in sonorità che “danno voce” agli antichi gruppi marmorei, sia richiamando i temi mitologici cui essi si riferiscono, sia assecondando criteri di design sonoro in relazione alla particolare acustica delle sale del Museo in cui sono collocati. I tre interventi nella Sala Tirannicidi sono stati pensati come una singola opera collettiva, in cui ciascuno degli artisti propone specifici materiali (linee sonore, eventi sonori puntiformi, voci ed ambienti esterni), destinati però a convivere in contrappunto attraverso i fenomeni di riverberazione acustica della sala. L’intervento sul Toro Farnese segue criteri analoghi, e si misura con la complessità compositiva di quel particolare gruppo marmoreo, peraltro ricavato da un unico enorme blocco di marmo.